Italiani in Legione Straniera

Dal 1831 al 1913


Il senatore Francesco Arese Lucini

Francesco (Francois) Zola (Venezia, 1795-Aix-en-Provence, 1847), padre del celebre romanziere Emile Zola. Frequentò l'accademia militare a Pavia, Parigi e Modame dal 1810 al 1812, dalla quale uscì con il grado di sottotenente dell'artiglieria a cavallo dell'esercito imperiale francese del principe Eugène de Beauharnais. Alla caduta di Napoleone Buonaparte, servì, dal 1815 al 1821, in un reggimento dell'esercito austriaco. Tra il 1817 e il 1818 frequentò l'università di Padova ove si laureò in ingegneria. Francesco Zola "è un tipo avventuriero alla Stendhal, appassionato sino alla follia del proprio lavoro" (A. Lanoux). Di idee politiche liberali, carbonaro e massone, lasciata la carriera militare, nel 1830 si recò in Austria dove, come ingegnere capo, progettò la costruzione della ferrovia Linz-Budweis, che è considerata la prima linea ferroviaria del continente europeo, esclusa l'Inghilterra. Lavorò in Olanda, Inghilterra e, infine, in Francia, dove tra il luglio del 1831 e il 1833 prestò servizio nella neonata Legione partecipando alla conquista dell'Algeria. Arruolato come sottotenente ad Algeri, lo Zola si innamorò di una donna maritata e per lei commise un furto in un negozio di abbigliamento. Scoperto, le autorità militari per ordine del Duca di Rovigo, obbligarono il capitano Zola alle dimissioni dalla Legione. Era il 15 gennaio 1833. Congedato suo malgrado si stabilì a Marsiglia e poi a Parigi. Nel 1843 progettò la costruzione del canale di Aix-en-Provence. Morì il 27 marzo del 1847 lasciando la famiglia in ristrettezze economiche.[5]


Il senatore Ottaviano Vimercati

Raffaele Poerio (1792-1853), patriota. Figura tra le più rappresentative degli italiani nella Legione. Esule in Francia si arruolò nel Corpo nel 1832 assumendo il comando del V battaglione. Servì per diciassette anni fino a raggiungere il grado di colonnello.

Carlo Pepoli (1796-1881), patriota, librettista e senatore del Regno. Prestò servizio in Algeria sotto gli ordini del colonnello Raffaele Poerio.

Francesco Arese Lucini (1805-1881), patriota e senatore del Regno. Nato a Milano il 14 agosto 1805, fu nominato senatore il 26 novembre 1854, morì a Milano il 25 maggio 1881. Ricco patrizio milanese, fu esule per motivi politici fin dal 1831 in Francia. Nel 1832 fu volontario nella Legione a servizio della Francia nella campagna di conquista dell'Algeria. Francesco Arese Lucini fu uno dei principali promotori delle Cinque giornate di Milano nel 1848. Dopo la rioccupazione austriaca del suo paese riparò in Piemonte nel Regno di Sardegna dove ottenne la cittadinanza sarda. Colle sue relazioni di dimestichezza antica con Napoleone III di Francia, imperatore dei francesi, si adoperò efficacemente per l'alleanza della Francia col Piemonte nella guerra del 1859. Legato in amicizia coi più eminenti uomini politici d'Italia ebbe molta parte fra i più benemeriti del suo Risorgimento. Fu vicepresidente del senato nelle due sessioni 1863 e 1873-74.


Carlo Pisacane

Girolamo Borgazzi (Milano, 1808-1848), patriota, nel 1829 emigrò in Francia. Nel 1834 aderì alla "Giovane Italia" di Giuseppe Mazzini e tentò l'insurrezione della Savoia. Arrestato dalla polizia francese e deportato in Algeria, si arruolò nella Legione ove combatté con coraggio al punto da guadagnarsi i gradi di sergente maggiore. Nel 1836 combatté, sempre con la Legione, in Spagna, fu promosso tenente e ottenne altre onorificenze dalla regina Isabella II di Spagna. Nel 1843 lasciò la Spagna e rientrò in Italia. Assunto come ispettore delle Ferrovie durante la costruzione della ferrovia Milano-Venezia, nel 1848 partecipò alle Cinque giornate di Milano e condusse 4.000 insorti all'assalto di Porta Comasina, dopo aver tentato di impadronirsi della polveriera di Lambrate. Dopo un violentissimo assalto fu colpito da una palla al petto e morì.

Domizio Regnoli (Milano, 17 novembre 1811 - 18 giugno 1876), patriota. Ebbe parte attiva nei moti del 1831, combatté al monte di Cesena il 20 gennaio 1832. Incarcerato e rilasciato andò esule in Francia, ove si arruolò nella Legione nella quale combatté e fu ferito in Algeria. Rientrato in Italia partecipò alle campagne del 1848-1849. Nella difesa di Vicenza, il 10 giugno 1849, rimase ferito e meritò per i suoi atti di valore di essere citato all'ordine del giorno.

Augusto Anfossi (1812-1848) di Nizza. Esule dal Regno di Sardegna dopo il 1831, si arruolò nella Legione, poi emigrò in Egitto, raggiungendo il grado di colonnello dell'esercito di Ibrahim Pascià. Accorse in Italia alle prime avvisaglie di libertà, e trovò morte a Milano nella quarta giornata di quella storica lotta.

Giovanni Andrea Pieri, patriota, partecipò all'attentato a Napoleone III di Francia
Giuseppe Broggi (Milano, 1814-1848), patriota. Esule in Francia combatté in Algeria nella Legione. Rientrato in Italia fu uno delle prime vittime delle "Cinque Giornate di Milano", combattendo a Porta Orientale.


Il tenente generale Fortunato Marazzi nella prima guerra mondiale.

Giovanni Gervasoni (Crema, 1816 - Ancona, 1849) patriota. Nacque a Crema il 30 aprile 1816. Sacerdote, abbandonò la veste talare e si arruolò nella Legione. Combatté in Algeria distinguendosi per valore nei combattimenti a cui prese parte. Uccise in duello un ufficiale dal quale era stato pesantemente offeso. Emigrato in Spagna, nel 1848 rientrò a Bologna combattendo nel Battaglione Universitario Romano come tenente. Morì l'8 luglio 1849 a causa di una ferita riportata in un'azione militare sul monte Marino nei pressi di Ancona.
Ottaviano Vimercati, aristocratico di Milano, diplomatico e senatore del Regno d'Italia. Si arruolò nella Legione nel 1841 e come ufficiale comandante di un reparto di Spahis algerini partecipò alla conquista di Deida e Mascara (Algeria), ove per il coraggio dimostrato fu decorato della Legion d'onore. Nel 1859, come ufficiale di stato maggiore del generale François Certain de Canrobert, prese parte alla seconda guerra di indipendenza e fu il primo soldato ad entrare nella città di Crema liberata dagli austriaci.[6][7]

Carlo Pisacane, patriota. Prestò servizio come ufficiale nella Legione, tra il 1847 e il 1848.

Gustavo Bertollo (1830-1863), morto il 30 aprile nella battaglia di Camerone in Messico e Lai Casimir (1830-?), tamburo dela capitano Danjou, ferito e uno dei pochi sopravvissuti a Camerone.

Antonio Gomez, patriota discusso. Prestò servizio nella Legione in Algeria dal maggio 1853 al giugno 1855. Il 7 dicembre 1855 fu condannato a Marsiglia a sei mesi di carcere per abuso di confidenza, scontata la pena emigrò in Inghilterra. Nel 1858, con Felice Orsini e Carlo Di Rudio partecipò all'attentato a Napoleone III di Francia. Condannato ai lavori forzati fu poi graziato.

Raffaele Cadorna

Francesco Saverio De Merode


Cerchiato, il capitano Aristide Merolli nel 1930 ca. in Marocco

Adolfo Wolf, patriota di origine prussiane e combattente in Italia nel 1866 con Garibaldi. Confidente di Giuseppe Mazzini. Di lui disse il garibaldino Giulio Adamoli nel suo scritto "Da San Martino a Mentana" : "Dovrei ora aggiungere come il collega di missione, il Wolf, comandante la compagnia estera, accrescesse il fascino di quelle ore, con gli allettamenti dello spirito colto e sagace: familiare del Mazzini, confidente dei patrioti di tutta Europa, sapeva tener viva una conversazione tra le più dilettevoli; già milite in Africa nella Legione straniera, in Piemonte nella legione anglo-italiana, oggi, a capo degli svizzeri e dei bavaresi disertori dell'esercito borbonico, e gente punto facile, mostrava un tatto militare, una energia veramente non comune. Ma sulla memoria di quell'uomo, che pareva l'incarnazione più pura della rivoluzione, a cui, durante dieci anni, noi tutti stringemmo fiduciosi la mano, sul campo e nelle nostre case, perché compagno nostro nelle spedizioni, nei combattimenti, nelle prigioni; su la immagine di quell'uomo, conviene stendere un velo come i veneziani sul ritratto del doge fellone, e passare oltre per sempre". Capitano presso il Quartier Generale di Garibaldi nella terza guerra di indipendenza, il Wolf prese parte alla Battaglia di Ponte Caffaro del 25 giugno e fu impiegato dal colonnello Clemente Corte durante la Battaglia di Monte Suello del 3 luglio per un contrattacco contro gli austriaci che avanzavano da Ponte Caffaro. Il Corte ne fece menzione di merito e di lode a Garibaldi. Fu decorato della medaglia d'argento al valor militare ma poi si scoprì che era una spia al soldo di Napoleone III di Francia.

Agostino Landini (Forlì,1837-1908), patriota. Prese parte alle campagne del 1859 e 1860 fra i garibaldini. Fu ferito a Milazzo e nella battaglia del Volturno, poi nel 1867 a Monterotondo e a Mentana, infine nei Vosgi in Francia nel 1870. Nel 1873 fu in Spagna combattente nel battaglione di Josè Domingo e nel 1876-1877 caporale nella Legione in Serbia e Montenegro, rimanendovi fino alla proclamazione dell'indipendenza.


Bruno Garibaldi, sottotenente.

Fortunato Marazzi, (Crema, 1851 - 1924), conte, generale e deputato. Nel 1870, a Cagliari, disertò dalla marina militare italiana, ove prestava servizio come cadetto, per accorrere in Francia al seguito di Garibaldi. Si arruolò, dietro i consigli pressanti del padre ed i buoni uffici di politici francesi amici, nella Legione. Combatté nella guerra franco-prussiana del 1870-1871 come sottotenente a titolo straniero e con una ferma per la durata della guerra. Partecipò alla liberazione di Parigi dai "Comunardi", ove fu promosso al grado di tenente per merito nel febbraio del 1872 e nella campagna di conquista dell'Algeria.

Aristide Merolli (San Giovanni, 1885-1947). È annoverato tra le figure eroiche del Corpo. Emigrato in Francia nel 1911, si arruolò nella Legione. Addestrato a Sidi Bel Abbes, l'anno seguente fu trasferito in Marocco come caporale al 1º reggimento di marcia del 1° RE. Ferito gravemente nel combattimento di Sidi Belkacem nel giugno 1914, il Merolli fu promosso al grado di sergente. Nel 1916 fu trasferito sul fronte francese e per il valore dimostrato fu decorato della Medaglia militare e promosso sottotenente. Alla fine della guerra fu trasferito in Marocco, ove imperversava la ribellione delle tribù locali, assegnato al 3 REI e poi al 1° RE, si meritò quattro citazioni e la medaglia della Legion d'onore. Promosso capitano, nel 1925 rientrò a Sidi Bel Abbes con incarichi amministrativi. Nel 1934 fu nuovamente in azione in Marocco e, infine, nel 1938 fu congedato. Aristide Merolli, nel 1937, pubblicò le sue esperienze di legionario in: "La grenade héroique. Avan la tourmente", Ed. A. Moynier, Casablanca, Fès, 1937.[8][9]

L'aiutante capo Costante Garibaldi.

Dal 1914 al 1918
Peppino Garibaldi, comandante la Legione Garibaldina in Francia nel 1914;
Ricciotti Garibaldi (n. 1881), capitano;
Sante Garibaldi (1885-1946), tenente;
Bruno Garibaldi (1889-1914), sottotenente;
Costante Garibaldi (1891-1915), aiutante capo;
Ezio Garibaldi, aiutante.
Tutti nipoti dell'Eroe e figli di Ricciotti Garibaldi. Ufficiali e sottufficiali della Legione Garibaldina, facente parte del IV° reggimento del I° reggimento della Legione straniera. Bruno e Costante caddero in combattimento nel 1914-'15 nelle Argonne.
Ricciotto Canudo (1877-1923), poeta e scrittore. Allo scoppio della prima guerra mondiale, nell'agosto del 1914 si arruolò nella Legione e, come tenente a titolo straniero, fu aggregato alla Legione Garibaldina raggruppata nel IV° reggimento di marcia del 1º reggimento della Legione. Combatté nelle Argonne e nel 1915, con l'entrata in guerra dell'Italia e il conseguente scioglimento dei garibaldini, fu distaccato a Orano presso il 2º reggimento straniero. Nominato capitano fu distaccato al 1º reggimento di marcia d'Africa e ottenne il comando di una compagnia di zuavi operante sul fronte d'Oriente, in Macedonia e nei Dardanelli. Ferito in combattimento ebbe numerose decorazioni al valor militare.[10]


L'ufficiale medico Henri Lentulo nel 1914
Fausto Zonaro, sottotenente del IV° reggimento di marcia del 1° RE (Legione Garibaldina). Figlio primogenito del noto pittore Fausto Zonaro cadde in combattimento il 5 gennaio del 1915 nella Foresta delle Argonne.
Curzio Malaparte, volontario nella Legione Garibaldina nel 1914.
Henry Lentulo (Nizza, 17 novembre 1889-Gap, 27 gennaio 1981), è stato un pioniere dell'odontoiatria. Nato a Nizza da genitori italiani di origine piemontese, il padre Gaetano era nativo di Ceva mentre la madre Caterina Operti di Cuneo, nel 1912 si laureò all'università reale di Torino chirurgo dentista. Di idee politiche socialiste, nell'agosto del 1914, si arruolò nella Legione nel 1º reggimento di marcia, come legionario di seconda classe. Nell'ottobre dello stesso anno fu distaccato presso la Legione Garibaldina del IV° reggimento di marcia del 1° RE, come medico ausiliario. Nell'aprile del 1915 con lo scioglimento dei garibaldini, Lentulo fu destinato al 2º reggimento straniero a Orléans e successivamente al 359º reggimento di fanteria. Nel luglio 1916 combatté a Verdun e nel 1918 fu destinato a Milano per organizzare il Centro di Chirurgia maxillo facciale. Fu nominato cavaliere della Legione d'onore e decorato della Croce di guerra con la stella di bronzo. Autore di numerosi scritti scientifici, si naturalizzò francese solamente nel 1925.[11]
Clodomiro Natoli (1893-1917), figlio di Luigi Natoli autore de "I Beati Paoli". Di fede repubblicana, nel 1914 si arruolò a Parigi nella Legione Garibaldina. Sopravvissuto ai combattimenti nelle Argonne, nella primavera del 1915 fu trasferito in Italia e combatté nell'esercito italiano sul Carso, come sottotenente. Morì durante un'esercitazione militare nel 1917 colpito al cuore da una scheggia di bomba a mano.
Lazzaro Ponticelli: è stato uno degli ultimi combattenti sopravvissuti della Grande Guerra. Nel 1914 fu incorporato nella Legione Garibaldina, esattamente nel terzo battaglione, decima compagnia, del IV° reggimento di marcia al comando del capitano Antonio Bruera.
Camillo Barany Hindard (Lodi, 1889-Etiopia, 1936). Nel 1914 si arruolò nella Legione Garibaldina a Parigi e fu incorporato nel IV° reggimento di marcia della Legione. Combatté nelle Argonne. Decorato alla memoria della medaglia d'oro al valor militare durante la campagna dell'Africa Orientale del 1936.
Gabriele Foschiatti (Trieste, 1889-Dachau, 1944). Volontario nel 1914 nella Legione Garibaldina combatté nelle Argonne. Partigiano irredentista, mazziniano, nel 1943 fu deportato nel campo di sterminio nazista a Dachau, ove morì.
Camillo Marabini (Camerino-Parigi, 1965), mazziniano, scrittore e uomo politico. Nel 1914 si arruolò a Parigi nella Legione Garibaldina come tenente, poi promosso per merito capitano.
Friedrich Glauser, scrittore di origine svizzera ma deceduto in Italia.
Dal 1931 al 1938 [modifica]



Il legionario Dino Del Favero caduto in combattimento a Keren nel 1941
Duilio Lagazzi (Castello di Serravalle, 25 gennaio 1902-?), antifascista. Fornaciaio iscritto al Partito Socialista Italiano, emigrò in Francia nel 1930 e si arruolò nella Legione. Dopo il rimpatrio in Italia fu sottoposto a sorveglianza speciale da parte della polizia fascista fino al 1937, quando fu radiato dall'elenco dei sovversivi.[12]
Dino Del Favero (Venezia, 31 maggio 1910-Keren, 15 marzo 1941). Emigrato in Francia si arruolò nella Legione a Gap nel settembre del 1931. Dopo un periodo di addestramento a Sidi Bel Abbes in Algeria, fu assegnato al 1° REI in Marocco ove partecipò al combattimento di Koucer nel settembre del 1933. Nel 1935 fu distaccato al 3° REI. Nel 1938 sottoscrisse un nuovo arruolamento di cinque anni. Nel 1940, caporale della 13^ D.B., prese parte alla campagna di Norvegia combattendo a Bjervik e a Narvik il 28 maggio rimanendo ferito. Evacuato in Inghilterra, Favero aderì alle Forze francesi libere di Charles De Gaulle. Nel settembre del 1940 fu trasferito a Dakar in vista della campagna d'Africa contro le truppe dell'Asse. In Eritrea combatté contro le truppe italiane e a Keren, il 15 marzo 1941, fu ucciso in combattimento. Fu decorato alla memoria da Charles De Gaulle, Compagnon de la Liberation (23 giugno 1941), Croce du Guerra 39/45 (due citazioni), Croce di combattente e Medaglia dei feriti.[13]


Il sergente Augusto Bruschi caduto in combattimento a Keren nel 1941
Silvano Ceccherini (Livorno, 1915-1974), scrittore.
Vittorio Landini (Pianoro, 24 ottobre 1902-?), antifascista. Operaio verniciatore, nel 1922 fu espulso dall'Avanguardia fascista e nel 1930 emigrò clandestinamente in Francia. Nel 1936 si arruolò nella Legione. Nel 1934 fu classificato dalla polizia fascista come comunista e fu emesso un mandato di cattura in caso di un suo rientro in Italia.[14]
Ilo De Franceschi (Trieste, 1903-1985), antifascista. Nato in una famiglia aristocratica triestina, alla fine degli anni venti, a causa della sua opposizione al fascismo, fu imprigionato. Nel 1937, a 34 anni d'età, si arruolò nella Legione per una delusione amorosa. In servizio in Marocco, il 19 dicembre del 1938 iniziò casualmente una relazione epistolare che durò due anni, con Madeleine Alain, una ragazza francese. Il contenuto di queste lettere sarà poi pubblicato da Ariane Ascaride in Ecrivez-moi, Madeleine, Editions de l'Aube, nel 1989. Nel 1971 a Parigi, al Circolo degli Amici dell'Unesco, Ilo De Franceschi presenterà il libro di Alfredo Seriani (1923-2005) intitolato: Gita sull'altopiano.


Il sergente-capo Carletto caduto in combattimento nel 1946 in Indocina
Alfonso (Alphonse) Bachetti (1902-Besançon, 1969). Nato in Italia emigrò in Francia a Besançon nel 1913 lavorando come operaio forestale. Nel 1938 si arruolò nella Legione a Sidi Bel Abbes, ferito in Norvegia nel giugno 1940. Alla resa della Francia raggiunse le Forze francesi libere di Charles De Gaulle a Londra per combattere i nazisti. Partecipò alla campagna di Siria, Egitto, Libia, Tunisia, Italia e alla liberazione della Francia. Nel 1947 ottenne la cittadinanza francese.[15]
Augusto Bruschi (Oristano, 8 marzo 1920-Keren, 14 marzo 1941). Il padre, muratore, emigrò in Corsica a Frasseto. I cinque fratelli si erano arruolati nella Legione e così anche Augusto li raggiunse nel Corpo il 2 settembre 1938 a Aiaccio. Incorporato nella 13^ D.B, partecipò ai combattimenti di Bjervik e Narvik in Norvegia. Evacuato colla sua unità in Inghilterra nel giugno 1940, aderì al movimento della Francia Libera del generale Charles De Gaulle. Nominato sottufficiale, nel settembre 1940 prese parte all'operazione "Menace" nell'Africa occidentale volta all'occupazione di Dakar. Destinato poi alle operazioni in Eritrea con la Brigata francese d'Oriente, Augusto Bruschi fu ucciso in combattimento contro le truppe italiane il 14 marzo 1941 durante un attacco teso a occupare la linea ferroviaria Keren-Massaua. Fu decorato cavaliere della Legion d'onore, della Croce di Compagno della Liberazione (23.6.1941) e della Croce di guerra 39/45 con palme.[16]
Carletto (Limone, 30 dicembre 1917-Indocina, 26 marzo 1946). Emigrato in Francia, Carletto si arruolò nella Legione il 12 novembre del 1938. Dopo un periodo di addestramento a Sidi Bel Abbes, nel maggio del 1939 fu distaccato al 2° REI a Mekhnès, ove fu segnalato per il suo ottimo comportamento e promosso caporale. Trasferito al 3° REI, il 12 dicembre 1942 fu promosso sergente. Partecipò alla campagna di Tunisia, d'Italia e di Francia. Promosso sergente-capo nell'aprile del 1945 fu inviato in Indocina ove morirà, il 26 marzo del 1946, in un'imboscata dei Viet Minh. Fu decorato della Croce di guerra e, postuma, della Medaglia militare, la più alta decorazione francese.[17]
Dal 1939 al 1945 [modifica]



Il legionario Ettore Toneatti caduto a Keren nel 1941
Gildo Caputo (Parigi, 1904-1987), mercante d'arte, si arruolò nella Legione nel 1939.
Giulio Cesare Silvagni, antifascista. Servì nella Legione nella 13^ D.B nella campagna del nord Africa contro le truppe dell'Asse, in Italia e in Francia. Raccontò la sue esperienze di guerra in due scritti: "La peau des mercemaires" del 1954 e "La Légion marche sur" Rome nel 1961.
Ettore Toneatti (Clauzetto, 2 dicembre 1910-Keren, 15 marzo 1941), antifascista. Dopo gli studi primari e un'occupazione come muratore, emigrò in Francia e il 17 maggio 1939 si arruolò nella Legione per 5 anni. Naturalizzato francese partecipò con la 13^ D.B a la campagna di Norvegia e fu ferito nel corso delle operazioni il 6 giugno 1940. Rimpatriato in Inghilterra aderì al movimento della Francia Libera del generale Charles De Gaulle con lo pseudonimo di Hector Girard. Trasferito in Africa occidentale, sbarcò il 1º gennaio 1941 in Camerun. Con la Brigata francese d'Oriente, posta agli ordini del colonnello Raoul Monclar, Ettore Toneatti prese parte, con il grado di legionario di 2ª classe della 13^ D.B, alla campagna d'Eritrea contro le truppe italiane. Morì il 15 marzo 1941 nei combattimenti per la presa della città di Keren a l'Engiahat, ove fu sepolto. Fu decorato della Croce di Compagno della Liberazione (23 giugno 1941) e della Croce di guerra 39/45 con palme.[18]
Gigi Guadanucci (Massa, 1915), scultore. Per motivi politici, nel 1936 emigrò in Francia a Grenoble. Nel 1939 si arruolò nella Legione ed alla disfatta della Francia entrò nella Resistenza. Rientrato in Italia tra il 1950 e il 1953, si stabilì definitivamente a Parigi. Nel 1951 vinse il Premio Lorenzo Vicini a Forte dei Marmi e il Premio Interregionale di Marina di Massa. Nel 1983 il ministro francese della cultura, Jack Lang, gli conferì il titolo di Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere.
Jean Rossi, antifascista. Si arruolò nella Legione nel febbraio del 1939. Con la 13^ D.B. prese parte alla campagna di Norvegia. Evacuato in Inghilterra aderì al movimento della Francia Libera del generale Charles De Gaulle. Trasferito in Camerun, partecipò alle operazioni in Sudan, Egitto, Libia, alla campagna d'Italia e alla liberazione della Francia. Si congedò nel 1945. Raccontò le sue memorie di guerra in: "Matricule 80546. Journal de campagne d'un légionnaire italien en service de la France", Ouest-France, 2000.
Giambattista Lazagna (1923-2003), antifascista, partigiano comunista e avvocato. Nato in una famiglia appartenente all'élite genovese, antifascista e borghese con stretti legami alla nobiltà locale, Giambattista Lazagna fu giovanissimo avverso al fascismo e nel 1938 compì, d'accordo con i propri genitori, i primi studi in un Liceo di Nizza gestito dalla Curia, allo scopo di ricevere una formazione apolitica e libera. Si arruolò nella Legione straniera poco dopo, ma nel 1942 fece ritorno a Genova. Con lo pseudonimo di "Carlo", dal 1943 al 1945, fu partigiano della divisione garibaldina "Pinan Chichero", operante nella Val Borbera. Decorato della medaglia d'argento al valor militare per meriti durante la Resistenza. Militante comunista dal 1942 al 1972, fu coinvolto in indagini della magistratura italiana riguardante il terrorismo brigatista.


Il capitano Gustavo Camerini.
Gustavo Camerini (Alessandria d'Egitto, 1º settembre 1907-Varese, 26 settembre 2001), antifascista, ufficiale a titolo straniero e avvocato. Dopo il servizio militare effettuato in Italia nel 1929, proseguì gli studi universitari in giurisprudenza laureandosi avvocato. Nel settembre 1939 trovandosi a Parigi, si arruolò nella Legione e il 1º marzo del 1940 fu promosso sottotenente. Distaccato alla 13a D.B. combatté in Norvegia. Il 18 giugno in Inghilterra aderì alle Forze francesi libere, ossia la Francia libera, il movimento politico di Charles De Gaulle con lo pseudonimo di Clarence. Nel settembre 1940 partecipò alla spedizione a Dakar. Promosso tenente nel 1941, prese parte alla campagna d'Eritrea e, combattendo contro le truppe italiane, fu ferito nella presa di Massaua l'8 aprile 1941. Combatté in Siria, nella Battaglia di Bir Hakeim, nella Battaglia di El Alamein e in Tunisia. Durante la campagna d'Italia fu ferito l'8 maggio 1944 a Pontecorvo e a Radicofani. Promosso per merito capitano, fu distaccato presso l'ambasciata francese a Roma, ma il 12 ottobre 1945, a Parigi, fu congedato. Ritornato in Italia diventò avvocato della Corte di Appello di Milano e poi della Corte di Cassazione. Fu tra le 1.038 personalità insignite della prestigiosa onorificenza dell'Ordine della Liberazione, istituita nel 1940 a Brazzaville da Charles De Gaulle. Inoltre è stato decorato di Comandante della Legion d'onore, Compagno della Liberazione, Croce di guerra 1939-1945, Medaglia coloniale, Medaglia dei feriti, Medaglia del levante, Ordine di Sant Olaf (Norvegia) e Croce di guerra (Norvegia). Postume sono state pubblicate le sue memorie di guerra in: Gustavo Camerini, Ce soir nous monterons tous au paradis, Ed. A. BarthélémY, 2002.[19]


Il legionario Giuseppe Bottai all'atto dell'arruolamento nel 1944.
Umberto Marzocchi, militante anarchico. Si arruolò nella Legione nel 1940 e con la sconfitta della Francia, aderì alla Resistenza francese.
Silvano Mazloum (Milano, 16 agosto 1926-San Francisco, 2008). Figlio di madre italiana e padre egiziano, compì i suoi primi studi a Nizza, in Egitto al Cairo e a Milano, ma si laureò all'Università della California (Berkeley) in scienze economiche solamente a 42 anni d'età, nel 1968. Nel 1943, a Dakar in Senegal, si arruolò volontario nelle Forze francesi libere e transitò nella Legione straniera aderendo così alla Francia libera di De Gaulle. Prestò servizio a Brazzaville, Marrakech, Sidi Bel Abbes e a Setif ottenendo la qualifica di tiratore scelto e il brevetto di paracadutista. Nel 1944 partecipò alla campagna d'Italia e dopo lo sbarco di Salerno fu alla liberazione di Roma, ove conobbe il generale Charles De Gaulle. Ritornato in Algeria, nell'agosto 1944 fu impiegato nello sbarco in Provenza e nella campagna di Francia dove fu ferito a Colmar l'8 gennaio 1945. Si congedò nel 1950 a Parigi. Arruolatosi nell'esercito americano, partecipò alla guerra di Corea e percorse tutti i gradi dei sottufficiali fino a diventare "Chief warrant officier. Si congedò nel 1988 ed è morto a San Francisco nel 2008.[20]
Marino Barreto Junior (Cuba, 1925-Milano, 1971), cantante di origine cubana, fu il protagonista delle estati musicali italiane dagli anni 50 fino al 1962. Originario del territorio di Matanzas, nel 1943 fuggì di casa giovanissimo per arruolarsi nella Legione in quanto il padre lo voleva studiato dentista. Ferito in battaglia in Algeria, durante la convalescenza entrò a far parte della banda musicale della Legione a Sidi Bel Abbes. Giunse in Italia nel 1948. Ritornato a Cuba si laureò in lettere, ma dopo la presa del potere nel 1959 da parte di Fidel Castro, ritornò definitivamente in Italia. Morì nel 1971 di cirrosi epatica in un letto di corsia dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano. Cantò: "La più bella del mondo", "Arrivederci" e "Un'anima tra le mani". Nel 1958 fu interprete di "Altagracia", il primo videoclip della storia musicale italiana.
Giuseppe Bottai
Dal 1946 agli anni sessanta [modifica]


Magenta, 6 giugno 2004. Ex legionari dell'ANIEL ripresi dopo la sfilata in ricordo della battaglia di Magenta. Penultimo a destra Federico Colombatto, il legionario più anziano d'Italia
Fulvio Cattaneo (Curno, 27 novembre 1927), ufficiale legionario a titolo straniero. Il 10 settembre del 1944 si arruolò in Francia nel 26º reggimento di fanteria delle Forze francesi interne dal quale fu congedato nell'agosto del 1945. Il 5 febbraio del 1946 entrò nella Legione combattendo in Indocina ove fu promosso al grado di sergente, decorato della Medaglia militare nel 1953 e nominato cavaliere della Legion d'onore nel 1961. Il 1º gennaio 1962 fu promosso sottotenente e, come capitano, fu congedato nel 1972. Nel 1974 assunse la direzione della "Casa del legionario" di Auriol, carica che mantenne fino al 1995.[21]
Natale Campigotto (Lamon, 1930-1990). Ex partigiano-infermiere, con lo pseudonimo "Portafortuna", del battaglione Gherlenda operante nella Valsugana e nel bellunese durante la Resistenza. Terminata la guerra si arruolò nella Legione combattendo in Indocina.
Arsenio Boschetti "Corea" (classe 1921) di Bolzano. Si arruolò nella Legione nel 1947 con Beniamino Leoni e combatté in Indocina.[22]
Beniamino Leoni (Bolzano, 1924-11 settembre 2001). Volontario in Grecia durante la seconda guerra mondiale, partigiano nella Resistenza, autista di Tazio Nuvolari nel dopoguerra e minatore in Francia a Billy-Montigny. Il 9 maggio 1947 si arruolò nella Legione a Parigi. Trasferito a Sidi Bel Abbes per l'addestramento, nel dicembre fu inviato in Indocina per combattere contro la resistenza dei Viet Minh. Il 20 marzo 1948 disertò passando tra le file degli insorti combattendo contro i francesi. Terminata la guerra nel 1954, passò un anno in Cina, rientrato in Vietnam chiese e ottenne di essere riconsegnato ai francesi. Sottoposto alla Corte marziale a Saigon e accusato di "aiuto illegale" ai Viet Minh, Leoni fu condannato a un anno di carcere. Scontata la pena e riconsegnato alla Legione , a Sidi Bel Abbes fu nuovamente condannato a tre mesi di lavori forzati ed espulso dal Corpo con disonore nella primavera del 1957. Leoni, nel 1944, fu istruttore nel campo di sterminio di Buchenwald della Hitlerjugend e conobbe Leon Blum e Mafalda di Savoia. Fu decorato dal presidente Sandro Pertini come eroe della Resistenza.[23]
Nello Bardi (1932-1989). Prestò servizio nella Legione dal 1949 al 1954 combattendo in Indocina incorporato nello squadrone L.V.T (carri anfibi Alligatori) del 1º reggimento di cavalleria (REC). Nel 1991 sono state pubblicate le sue memorie legionarie in "Des hommes simplement".


Aubagne, aprile 2009. L'ex sergente Aldo Nebiolo, volontario dal 1950 al '55 e oggi presidente dell'ANIEL Nord-Ovest, porta la teca di vetro contenente la reliquia della mano di legno del capitano Danjou
Elio Della Casa Santunione ha raccontato la sua esperienza di legionario on line.[24]
Enrico (Ricu) Chiappano di Zerba, un piccolo Comune piacentino. A 8 anni d'età tentò di buttarsi dal tetto della scuola di Zerba usando un ombrello come paracadute. Nel 1944 aderì come volontario all'esercito della Repubblica sociale italiana di Salò. Fu prigioniero degli inglesi. Si arruolò nella Legione straniera e terminata la ferma intraprese l'attività imprenditoriale nel settore della trasformazione dello zucchero. Mercenario nel Congo Belga, fino al ritorno in Italia dove, paradossi della burocrazia, fu chiamato ad assolvere al servizio militare di leva, a Pisa nei paracadutisti della Folgore. La sua vita avventurosa è stata descritta da Riccardo Finelli in "Storie d'Italia. Viaggio nei Comuni più piccoli di ogni regione", edito da Incontri Editrice, nell'anno 2007.
Benito Recrosio Zampa nato a Ronco Canavese e attualmente vive con la famiglia a San Giorgio Canavese, un piccolo comune nella provincia di Torino. Legionario di prima classe ha servito nella 13^ DBLE dal 1957 al 1962 in Algeria. Successivamente in Italia ha prestato servizio militare nella Brigata Folgore. Decorato con diverse onoreficenze tra le quali spiccano la Croce al Valor Militare e la Croce di Combattente Volontario.
Antonio Sottosanti (Verpogliano di Gorizia (oggi Erpelle-Cosina), 1928-Piazza Armerina, 2004) detto "Nino il fascista". Giovane, si arruolò nella Legione straniera con il nome di Alfredo Solanti e fu inquadrato nell'ERA (Equipe Reinsegnement Action), una sorta di servizio segreto interno. Militante di estrema destra, si stabilì a Milano e tra il 1966 e il 1969 frequentò il circolo anarchico Ponte della Ghisolfa, ove conobbe il ferroviere Giuseppe Pinelli. Il 19 giugno 2000 il "Corriere della Sera" in un articolo ricostruì il ruolo di Sottosanti, che assomigliava fisicamente all'anarchico Pietro Valpreda, coinvolto nelle prime indagini su Piazza Fontana. Intervista a Sottosanti. [5]
Giampiero Vigilanti (classe 1930) di Prato. Nel 1948 si arruolò nella Legione. Nel 1954 partecipò alla guerra d'Indocina, ove catturato dagli insorti Viet Minh fu sepolto vivo in una buca. Sopravvisse nutrendosi di scarafaggi e fu liberato dopo una settimana dai camerati legionari. Rientrato in Italia si stabilì a Prato. Suo malgrado fu coinvolto nelle indagini relative agli assassini del Mostro di Firenze, ma fu completamente scagionato da ogni accusa. Ereditò da un parente americano una fortuna. La sua vita è stata narrata da Enrico Ruggeri in "Quante vite avrei voluto. 21 storie al bivio", edito da Rizzoli, nel 2007.
Giorgio Adamo Muzzati (classe 1932). Si arruolò nella Legione nel 1949. Combatté in Indocina ed entrò nell'Organisation armée secrète.
Andrea Funitto originario di Guglionesi nel Molise, ora abita a Parigi. Alla fine del 1949 raggiunse la Francia e si arruolò nei paracadutisti della Legione. Dopo un periodo di addestramento a Sidi Bel Abbes in Algeria, nel 1951 fu trasferito in Indocina, la colonia francese nel sud est asiatico sconvolta dalla guerriglia organizzata dai Viet Minh che si battevano per l'indipendenza. Promosso al grado di sergente, partecipò a numerose azioni di guerra e catturato dai Viet riuscì, dopo una fuga rocambolesca, a rientrare nella fila della Legione. Nel 1953 rientrò in Algeria ove prese parte ad azioni contro la guerriglia locale. Terminato il suo periodo di ferma, nel 1955 si stabilì in Francia a Parigi. La sua avventura legionaria è stata recentemente descritta da Domenico Aceto in "Legionario in Indocina", edito da MURSIA nel 2006[25].
Julio Lostraco (Bugnara, 1911-Villeneuve-Saint-Georges, 2005). Si arruolò nella Legione prestando servizio tra il 1949 e il 1960 in Algeria, Tunisia, Marocco, Indocina e Madagascar nel 1°, 6°, 3° e 5° REI. Fu decorato della Croce di combattente e della Medaglia Coloniale dell'Estremo Oriente.
Jean Daprai (Rovereto, 22 settembre 1929), pittore. Dopo avere frequentato l'Accademia di Brera e la Scuola d'Arte Sacra di Milano, nel 1949, Daprai si arruolò nella Legione rimanendovi fino al 1954. Stabilitosi a Parigi continuò la sua carriera artistica.[26]
Derino Zecchini (Gradisca di Spilimbergo, 1929), ex partigiano comunista friulano. Nel 1950 si arruolò nella Legione Straniera. Prestò servizio in Algeria e in Indocina, dove nel 1951 disertò per passare con la guerriglia Viet Minh. Rientrò in Italia nel 1957. Raccontò la sua avventura nel libro: "Dietro la cortina di bambù. Dalla Resistenza ai Viet Minh. Diario 1946-1958", a cura di Sabrina Benussi che fu pubblicato nel 2006.
Carlo Maran (San Giorgio di Nogaro, 24 febbraio 1921-2000). Marinaio imbarcato su un cacciatorpediniere prese parte alla seconda guerra mondiale. Emigrato nel 1950 in Francia lavorò come minatore a Maricourt. Il 12 dicembre 1951 si arruolò a Parigi nella Legione. Trasferito a Sidi Bel Abbes fu poi a Meknes, in Marocco, per l'addestramento basico. Nel maggio 1952 fu destinato in Indocina per combattere gli insorti Viet Minh inquadrato nel 2°RE. Partecipò alla Battaglia di Dien Bien Phu, ove catturato fu internato per quattro mesi in un campo di prigionia. Liberato il 10 settembre 1954 ritornò in Algeria. Nel marzo del 1955 tentò la diserzione, ma sorpreso, fu processato ed espulso dalla Legione. Rimpatriato, dopo due anni, emigrò come muratore in Germania. La sua avventura legionaria è stata descritta da Giorgio Coianiz in "La Legione Straniera. 1954 un friulano nell'inferno di Dien Bien Phu", edito da Aviani nel novembre 2007.
Carlo Chiesa (classe 1936) di Caorso. Giovanissimo si arruolò nella Legione barando sull'età anagrafica e vi prestò servizio per otto anni. Combatté in Algeria contro i ribelli e in Indocina nella guerra contro i Viet Minh. Mercenario in Congo negli anni sessanta, Carlo Chiesa fu per sette anni combattente al soldo del colonnello Bob Denard e del belga Jean Schramme. Fu ampiamente intervistato nel 1972 dal giornalista Enzo Biagi per il servizio televisivo della Rai: Soldati di sventura.
Giovanni Bettazzi (Roma, 23 settembre 1930) si arruolò nella Legione nel gennaio 1952. Assegnato ai paracadutisti del 1° BEP fu inviato in Indocina e partecipò alla battaglia di Dien Bien Phu distinguendosi per il valoroso comportamento durante la difesa del caposaldo "Eliane 3-4". Ferito, fu fatto prigioniero il 7 maggio 1954 dopo la caduta di Dien Bien Phu, e costretto ad una marcia di 45 giorni nella jungla. Raggiunta nello stesso anno la guarnigione di Sidi Bel Abbes, partecipò alla guerra d'Algeria. Fu congedato nel gennaio 1957. Decorato Cavaliere della Legion d'Onore, della Medaglia Militare, della Croce di guerra T.O.E. con 4 citazioni, di cui una all'ordine dell'Armata, della Croce al Valor Militare, della Croce di Ferito, della Croce di Combattente Volontario, e di due citazioni collettive all'ordine dell'Armata, è considerato il legionario italiano con più decorazioni militari.
Giulio Salierno, ex neofascista, condannato all'ergastolo e ricercatore. Nato a Roma nel 1935, fu coinvolto a 18 anni in gravi episodi di violenza politica e comune, ricercato in Italia, riparò nel 1953 nella Legione. Arrestato in Algeria nel 1954, fu estradato in Italia. Liberato nel 1968 e riabilitato, condusse la lotta contro le istituzioni manicomiali e totali, e, con altri esponenti politici, tra cui Umberto Terracini, promosse la riforma del sistema carcerario. E autore di: La spirale della violenza, De Donato, Bari 1969; Il carcere in Italia (in coll.), Einaudi, 1971; Il sottoproletariato in Italia, Savelli, Roma 1972; Autobiografia di un picchiatore fascista, Einaudi, 1976; La violenza in Italia, Mondadori, 1980; La carcassa del tempo (in coll.), Pellicani, Roma 1988; Fuori margine. Testimonianze di ladri, prostitute, rapinatori, camorristi, Einaudi, 2001. Ha lavorato per il Consiglio Nazionale della Ricerca ed è stato docente di sociologia generale nell'Università di Teramo. È morto nel 2006[27].
Vincenzo Trombino (1930-1999) di Cagliari. Ex seminarista, nel 1956 si arruolò nella Legione e combattendo in Algeria fu decorato della croce al valor militare. In seguito fece perdere traccia di sè non dando più informazione alla propria famiglia, al punto che nel 2002 fu al centro della trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?" di Rai 3. Morì nel 1999 a Puyloubier, in Provenza, nel casa-ricovero degli ex legionari[28].
Paolo Fantelli. A 18 anni d'età si arruolò nella Legione e fu inquadrato nei paracadutisti del 1° REP. Fece parte del Gruppo Delta 21 dell'Organisation armée secrète, l'organizzazione segreta militare che si opponeva con la forza all'indipendenza dell'Algeria dalla Francia. Catturato dalla polizia francese fu condannato a due anni di carcere. Nel 1964 fece ritorno in Italia. Intervista a Paolo Fantelli. [6]
Sauro Del Dotto (classe 1939) di Viareggio, dove vive attualmente, sposato con due figlie e tre nipoti. Dal 1957 al 1962 si arruolò nella Legione per cui ha combattuto nella guerra d'Algeria. Dal 1988 al 1992 è stato iscritto all'albo dei giornalisti e pubblicisti collaborando con riviste e quotidiani locali. La grande passione per la lettura e la narrazione lo hanno spinto a scrivere il romanzo "I topi dell'autostrada", edito nel 2006, e "Fuga dal Sahara", edito da Il Molo nel 2008, nel quale racconta la sua avventura legionaria nata "per uscire dal conformismo, per ribellione e per allontanare i problemi del quotidiano"[29].
Luciano Sanson (classe 1939) detto "Africa" di Feltre. A 19 anni d'età si arruolò nella Legione a Marsiglia. Prestò servizio nei paracadutisti dal 1958 al 1964, sotto il nome di Luciano Dalida, in Algeria, Somalia, Tunisia, Madagascar, Congo e fu decorato con "Le Due Palme" e la Croce al valore. Nella primavera del 1961 partecipò al colpo di stato di Algeri ordito dal generale Raoul Salan, contrario all'indipendenza dell'Algeria, con l'intenzione di deporre il generale Charles de Gaulle, oppositore dei golpisti, mediante l'occupazione militare di Parigi. Contenuto dell'intervista a Luciano Sanson del 2006. [7]
Vittorio Tresti, arruolatosi nel 1958 a Sidi Bel Abbes ha percorso tutti i gradi dell'esercito francese congedandosi negli anni novanta come generale di divisione. Dal 1987 al 1989 con il grado tenente colonnello è stato comandante del 3° REI in Guyana.
Silvano Girotto
Giustino De Vuono (classe 1940), originario di un paesino, Scigliano, della provincia di Cosenza. Combattente nella Legione, dalla quale sembra essere stato espulso per atti di violenza, è stato un malavitoso vicino alla Ndrangheta calabrese operativa a Milano. Con precedenti penali per rapina e per un doppio tentato omicidio, nel 1975 fu implicato nel rapimento di Carlo Saronio, un giovane simpatizzante dell'Autonomia operaia deceduto poi durante la prigionia, e nel caso del sequestro dell'onorevole Aldo Moro.[30]







Domenico (Dominique) Barbaro (Napoli, 1951-Avignone, 21 novembre 2008).
Arruolatosi a 17 anni d'età, percorse tutte i gradi dei sottufficiali fino a raggiungere quello di capitano presso il 1° REC di Orange. Nominato nel 2000 cavaliere dell'Ordine nazionale al merito, fu anche insignito della medaglia d'oro della Difesa nazionale e presso il 1° REC ricoprì l'incarico di direttore tecnico del centro equestre. Il capitano Barbaro prestò servizio per 35 anni e si congedò nel 2005[31].

Renzo Pampalon (classe 1950), padovano di origine, laureato in Scienze Politiche. Legionario in Corsica negli anni settanta presso il Gruppo Operativo della Legione (G.O.L.E.) ha partecipato, tra l'altro, a interventi alle Comore (Mayotte) e a Djibouti. Fondò una scuola di sopravvivenza a Molina di Ledro, denominata "Born to live", ritenuta dai più un campo di addestramento per giovani della borghesia di Trento, la cui sede andò distrutta per un incendio doloso nel maggio 1993. Nello stesso anno la magistratura di Trento spiccò un suo mandato di cattura in quanto ritenuto implicato nel progetto golpista che prevedeva l'occupazione della sede RAI di Saxa Rubra a Roma. Il 3 giugno 1994 è stato arrestato in Francia, a Draguignan, a seguito del mandato di cattura internazionale emesso in data 24 febbraio 1994 dal tribunale di Roma per traffico internazionale di armi (elicotteri MI 8/ MI 10 Taurus, gas Somovac e RPG) oltre al colpo di stato. L'8 marzo 2001 la Corte di Appello di Roma ha pronunziato la sentenza assolutoria per non aver commesso il fatto, in ordine a tutti i capi d'accusa.[32]

Guglielo Sinigaglia (Giulianova, 1953). Si arruolò nella Legione il 5 novembre del 1975 con il nome di Sinotto, matricola nr. 155666. Disertò l'8 agosto 1976 dal 4° RE di Castelnaudary. Fu condannato dalla magistratura militare francese per diserzione a otto mesi di carcere e amnistiato il 4 agosto 1981. È stato coinvolto nelle indagini per la strage di Ustica, del 27 giugno 1980, che causò la morte di 81 passeggeri del DC9 dell'Itavia caduto misteriosamente in mare.[33]

Giampietro Mariga (Spinea, 1950?). Ex militante di Ordine Nuovo si arruolò nella Legione del 1975.

Emilio They (Parma, 1939-Milano, 2000) ricercatore e sportivo. Laureato in biologia collaborò con il CNR. Lavorò con il ricercatore Jacques Costeau a Marsiglia. Arruolatosi nella Legione fu incorporato nel 2° REP a Bonifacio in Corsica. Insegnante di educazione fisica a Milano, vinse come allenatore due titoli italiani di football americano[34].

Danilo Pagliaro (classe 1957) di Venezia. Arruolatosi agli inizi del 1990 ha prestato servizio presso la 13^ DBLE a Gibuti. Decorato della medaglia d'oro della Difesa nazionale francese presta attualmente servizio al 1° REC a Orange come brigadier chef responsabile dei servizi subacquei del reggimento.

Paolo Simeone (classe 1971) di Genova. Ex appartenente del reggimento San Marco della marina militare italiana, si arruolò nella Legione prestando servizio presso il 4° RE e il 6° REG. Dal 1998 si e' adoperato come sminatore di campi minati per organizzazioni umanitarie in Angola nel 1997, Kosovo nel 1999, Afghanistan. Nel 2003 comincia a lavorare in Iraq come guardia del corpo. Nel 2004 in Iraq fu collega di Fabrizio Quattrocchi, una guardia di sicurezza privata, che fu poi assassinata da insorti islamisti della "Falange di Maometto".
da: http://it.wikipedia.org/wiki/Italiani_nella_Legione_straniera_francese

EU Police mission in Bosnia and Herzegovina

GUERRA SILENZIOSA: VITA O MORTE?

Non vogliamo dare giudizi personale! Ogni persona, con intelletto umano, potra riflettere al di là di ogni dubbio.

Paura e Coraggio: G. Falcone

Missione militare italiana in Afghanistan

Da videocarta di Limes, rivista italiana di geopolitica sulla missione militare italiana in Afghanistan vi presentiamo un breve filmato commentato sulla zona di "sorveglianza" Italiana che non è da sottovalutare. In questo video tratto da youtube si fà il punto sull'area geografica in questione.

Attentati in Teatro Operativo

Per riflettere insieme...

Fatti e non parole